Mi dicevano che nel faggio avrei potuto incontrare qualcosa di buono... e così sabato mattina sono andato alla Faggiola con un amico.
Partenza con il buio che ci accompagna e poi arriviamo sul posto con luce già abbondante. Passiamo attraverso una nebbia fenomenale che copre tutta la bassa valle, e appena arriviamo sopra ai cinquecento metri, ci voltiamo e troviamo uno spettacolo eccezionale: la nebbia sembra bagnare la valle come un lago, e noi, invece, eravamo sopra tutto.
Questi spettacoli ti fanno capire il perchè vale la pena alzarsi presto di mattina per andare a faticare sulle gambe.
Arriviamo sul posto con varie auto già parcheggiate. Cacciatori o fungaioli?
Oggi come mai avrei voluto un giubbotto catarifrangente.
Però poi non sentiamo più nulla e quindi proseguiamo lungo il sentiero godendoci lo spettacolo dei faggi.
Ogni tanto ci dividiamo per battere sopra e sotto il sentiero, anche se il terreno umido e impervio ci consente di poter percorrere solo alcuni tratti, dove il declivio è praticabile. Però la faggeta è sempre bellissima: equilibrata, scura, pulita, un posto fantastico dove camminare respirando il senso della natura.
Con le ricetrasmittenti ci teniamo in contatto e poi arriviamo alla fontana.
Nel frattempo abbiamo visto molte essenze fungine, ma tutte, o quasi, a
me sconosciute (capisco la famiglia dove classificarle, ma sempre molto approssimativamente) e quindi alcune le raccolgo solo per poterle poi
identificare a casa, con calma.
Troviamo vaste distese di quelle che poi ho pensato fossero Clitocybe nebularis .
Nel prosieguo della camminata, poi trovo una bella zona con una fungaia di steccherini dorati, che raccolgo, e che, oltre a pochi altri galletti, diventano il nostro risultato di giornata (in tutto 6-7 etti di funghi edibili).
Ad un certo punto incontriamo anche altri tre ragazzi che stanno battendo come noi il bosco ma che pare non abbiano trovato nulla, se non qualche galletto.
Infatti anche nella serata di domenica un altro amico di vallata, mi conferma che ha trovato un bel carico di galletti, ma solo di quelli.
Insomma, alla fine di tutto, pur avendo notizie buone sul faggio, in realtà non abbiamo incontrato nessun tipo di boleto.
Ce ne facciamo una ragione, anche se il mio amico avrebbe almeno sperato in qualche trombetta, che però non abbiamo visto per nulla, e quindi torniamo a casa ripassando per quella nebbia che ancora non si era dissolta.
Ma carichi di aria buona nei polmoni.



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