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mercoledì 30 agosto 2017

Funghi all'Alpe di Siusi; qui solo grigliate

Pubblico una foto di un amico che ha cercato di farmi venire una forte ulcera causata da invidia prepotente, mentre si diverte a raccogliere funghi all'Alpe di Siusi


Alla quale ho risposto con un tentativo di colpo vincente da fondo campo, che, seppur buono, non è servito a lenirmi le ferite da invidia.
Una grigliata di fegato con alloro e rete cotto allo spiedo lentamente.
Seppur meraviglioso, non reggeva il confronto con quel paniere di porcini e galletti.


domenica 13 agosto 2017

Che strazio questo 2017

Siamo al 13 agosto. Non piove da tanto tempo che non ricordo, almeno per avere un qualche segnale di crescita fungina.
Ed io mi trovo con un blog che assottiglia sempre di più come ogni anno si assottigliano le possibilità di divertirsi a funghi.
Ormai si possono divertire solo quelli che abitano in montagna, quelli che sono in pensione e quelli che non hanno un cazzo da fare.
Chi deve lavorare, se non ha la fortuna di trovarsi il sabato o la domenica con la buttatina buona, ha solo messo tanta benzina nel serbatorio e ha consumento tante suole per nulla.
Ma la speranza è l'ultima a morire, anche se il secco che c'è adesso potrebbe andarsene solo dopo almeno una settimana di pioggie e poi una attesa di almeno altre due settimane per veder di far crescere qualcosa.
Solo nelle alpi ci si può divertire.
Ci sono stato due giorni: in valle Aurina.
Ho camminato per cinque chilometri e mi sono venute le vesciche ai piedi.
Cazzo che sfiga.
Colpa di due tubolari vecchi.
Ho fatto in tempo a entrare in un bosco di abeti e di verificare che c'erano funghi, per poi dover abbandonare a causa dei piedi rosolati.
Forse gli dei fungini ce l'hanno con me. Cosa potrei avergli fatto, per Giove Lattario! Che da anni non ne porto a casa uno...


 

giovedì 17 marzo 2016

Dopo una pausa lunga due anni, ho voglia di tornare

Passata una annnata devastante dal punto di vista micologico, almeno per la mia zona, o almeno per i miei piedi e la mia voglia di camminare, speriamo in un 2016 fenomenale.
L'acqua è venuta a catinelle e secchiate. Il terreno dovrebbe essere adeguatamente carico. Adeguatamente caldo. Insomma adeguato per i funghi. E se si calmasse anche il vento e rimanesse l'umidità fastidiosa sulla pelle, ma deliziosa per i funghi, ne sarei ancora più contento.
Ormai siamo al 17 marzo. Leggo in altri blog che hanno già iniziato a raccogliere prugnoli e aparagi e tutto quel che di buono concede la terra. Io invece non ho ancora visto nulla ma sono convinto che quando farò la mia prima uscita rientrerò scarico e più leggero di quando sono partito.
Pronti, via...

martedì 20 maggio 2014

Si ricomincia molto a rilento

Sabato mattina sveglia presto e via per un giretto a cercare i primi fioroni et similaria di stagione.
Passeggiatina piacevole, con il castagneto quasi sul secchino, grazie a quel maledetto vento che ha imperversato esattamente dopo ogni utilissima pioggia ben augurante.
Fondo bagnato ma strati superficiale poco umidi. Dunque condizioni poco rassicuranti per la crescita. Infatti non abbiamo visto nessun fiorone, e anche le russole latitavano. Alla fine abbiamo incorciato qualche russula (di cui due o tre vesca), qualche galletto (già sul secchino), e due o tre prataioli. Zero amanite e nessun altra specie incocciata.
Dunque bella giornata, ma veramente pochi funghi incrociati.

martedì 10 dicembre 2013

fine annata… buone feste

E' da molto tempo che non scrivo sul blog perché nel mio solito browser probabilmente si è installato un virus che non mi consente più di accedere alla pagina di creazione dei post.
Dopo qualche ipotesi e prova, ho trovato l'uovo di colombo: cambiare browser, e quindi eccomi qui.
Ho fatto molte uscite dopo l'ultima resoconto del 26 ottobre, e alcune sono state abbastanza proficue.
In particolare sono stato in alcuni querceti, che mi hanno dato parecchie soddisfazioni, dove ho portato anche alcuni amici. Le ultime uscite di novembre hanno portato al cesto ancora tanti bei porcini, Boletus aureus, qualche Amanita cesarea, che francamente non pensavo di poter ancora trovare così avanti nella stagione.
Adesso però è arrivato dicembre, e sabato scorso, con il sole alto, non ho saputo resistere e mi sono fatto una camminatona in un sentiero che attraversava un grandissimo castagneto. Non c'era nessuno: ho camminato per due ore senza fermarmi, da solo, sudando e faticando, più alla stregua di un pellegrino che di un cercatore di funghi. Tanto di funghi non ce n'erano, almeno a quell'altezza.
Adesso dovremmo cercare qualche Pleurotus ostreatus, o qualche altro fungo invernale, ma a dir la verità non ho molta dimestichezza con questi funghi, e non conosco proprio molti posto dove possano crescere. Posso immaginarlo, ma in realtà non ho esperienze di alberi che ne diano in quantità. Vabbè, si cercherà anche a vuoto, ma qualche uscita non me la toglie nessuno anche in inverno.
Cercherò comunque in questo periodo di pausa a continuare l amai formazione e quindi a studiare i libri di micologia.
Per il momento, salvo altri post di carattere generalista, mi permetto di fare a tutti un augurio di buone feste, e, se l'annata è stata buona, di tirare fuori dal freezer quei funghi che avrete tenuto per la stagione invernale.
Vi lascio con una piccola carrellata di foto.


due Ovuli semiaperti

Amanita Cesarea davvero imponente

cestino di Ovuli

Ovuli a crudo… fantastici

Piattino delizioso

Zuppa di Ovuli, fatta quest'anno per la prima volta. Decisamente eccezionale in maniera inaspettata.

Tre bei Boletus estivalis in querceto 

Boletus aureus

lunedì 28 ottobre 2013

Sabato 26 ottobre. Nel bosco umido

Sabato l'uscita è stata solitaria. I miei soliti compagni di uscita avevano impegni e non ce l'hannno fatta ad affiancarmi.
Così mi sono permesso il lusso di uscire senza fare alzatacce e mi sono ritrovato ai piedi del bosco di castagno alle 8.30. Il sole già in vista, il tempo buono, tanta umidità e la temperatura di 13° costituivano ottime premesse per una bella passeggiata. Inoltre non c'erano macchine di altri raccoglitori. Solo qualche castanicoltore.
Mi sono inoltrato nel bosco ed ho capito subito che le condizioni erano ottime: umidità, tanta, forse troppa, e tanti funghi in vista.
Inizio subito con il caricarmi di Creterellus cornucopioides, che francamente qui spuntano veramente come l'erba, ed anche perchè io ne vado matto... che poi quando non si trovano li rimpiango sempre. E poi trovo una bellissima zona piena di stupendi e freschi Hydnum repandum.
Raccolgo il tutto e metto nello zaino, che ormai è già pieno.
Però, oltre a questi due tipi di funghi non vedo altro di edibile che possa allietare la compagnia a quelli già raccolti.
Giro comunque per altre due ore e mezza, senza incontrare uno straccio di un boleto. Secondo me dovrebbero uscire ancora dei bei porcini, ma per adesso non se vede l'ombra.
In mezzo al bosco di castagno, anche passando e ripassando in fungaie già ampiamente conosciute, non si vede un porcino. Nè famigliole, nè grifole, nè altri funghi interessanti.
A dir la verità sono tutti interessanti, quanto meno per cercare di classificarli, tuttavia, a parte poche visioni interessanti, tutta la giornata è passata in completa solitudine, nel silenzio del bosco camminando e cercando anche di fare attenzione a dove mettere i piedi nei posti più scoscesi e umidi. Ogni tanto mi fermavo, per guardarmi attorno, nel silenzio, alzando lo sguardo dal terreno per cercare i funghi, e mi godevo lo spettacolo bellissimo della natura incontaminata.
Dopo avere sentito le gambe leggermente in affanno, ho deciso di ritornare, fermandomi prima nella mia casa di campagna, più in basso, dove ho trovato alcune Lepista nebularis che mi crescono nel giardino, qualche Macrolepiota rachodes, che già erano appassite, una Stropharia, una famigliola di Hypholoma fasciculare, ed un altro fungo, forse una Lepiota, che mi sono dimenticato poi di portare a casa per l'identificazione.
Mio padre invece aveva trovato tre o quattro cespi di Armillaria mellea, sempre nel giardino di casa, che aveva già messo sotto bollitura per farsi i suoi condimenti.
Ottima giornata per camminare. Mi dispiaceva tornare, ma tra figli e famiglia, il tempo per camminare è sempre meno.

lunedì 21 ottobre 2013

Sabato 19 ottobre in faggeta

Mi dicevano che nel faggio avrei potuto incontrare qualcosa di buono... e così sabato mattina sono andato alla Faggiola con un amico.
Partenza con il buio che ci accompagna e poi arriviamo sul posto con luce già abbondante. Passiamo attraverso una nebbia fenomenale che copre tutta la bassa valle, e appena arriviamo sopra ai cinquecento metri, ci voltiamo e troviamo uno spettacolo eccezionale: la nebbia sembra bagnare la valle come un lago, e noi, invece, eravamo sopra tutto. 
Questi spettacoli ti fanno capire il perchè vale la pena alzarsi presto di mattina per andare a faticare sulle gambe.

Arriviamo sul posto con varie auto già parcheggiate. Cacciatori o fungaioli?
Probabilmente cacciatori, anche perchè per la prima ora non vediamo nessuno nel bosco, ed invece sentiamo chiaramente schioppettate anche abbastanza vicine.
Oggi come mai avrei voluto un giubbotto catarifrangente.
Però poi non sentiamo più nulla e quindi proseguiamo lungo il sentiero godendoci lo spettacolo dei faggi. 
Ogni tanto ci dividiamo per battere sopra e sotto il sentiero, anche se il terreno umido e impervio ci consente di poter percorrere solo alcuni tratti, dove il declivio è praticabile. Però la faggeta è sempre bellissima: equilibrata, scura, pulita, un posto fantastico dove camminare respirando il senso della natura.
Con le ricetrasmittenti ci teniamo in contatto e poi arriviamo alla fontana.


Nel frattempo abbiamo visto molte essenze fungine, ma tutte, o quasi, a me sconosciute (capisco la famiglia dove classificarle, ma sempre molto approssimativamente) e quindi alcune le raccolgo solo per poterle poi identificare a casa, con calma.







Troviamo vaste distese di quelle che poi ho pensato fossero Clitocybe nebularis .





Nel prosieguo della camminata, poi trovo una bella zona con una fungaia di steccherini dorati, che raccolgo, e che, oltre a pochi altri galletti, diventano il nostro risultato di giornata (in tutto 6-7 etti di funghi edibili).
Ad un certo punto incontriamo anche altri tre ragazzi che stanno battendo come noi il bosco ma che pare non abbiano trovato nulla, se non qualche galletto.
Infatti anche nella serata di domenica un altro amico di vallata, mi conferma che ha trovato un bel carico di galletti, ma solo di quelli.
Insomma, alla fine di tutto, pur avendo notizie buone sul faggio, in realtà non abbiamo incontrato nessun tipo di boleto.
Ce ne facciamo una ragione, anche se il mio amico avrebbe almeno sperato in qualche trombetta, che però non abbiamo visto per nulla, e quindi torniamo a casa ripassando per quella nebbia che ancora non si era dissolta.
Ma carichi di aria buona nei polmoni.