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lunedì 14 ottobre 2013

12 ottobre 2013 il bosco è umido, e la cucina è pronta

Dopo un raffreddore pensante ed un progressivo peggioramento causato da una sinusite potente, che peraltro non avevo mai avuto, finalmente questo fine settimana sono uscito di nuovo nel bosco, dopo due settimane di forzato stop.
Venerdì pomeriggio 11 ottobre sono uscito da solo, andando a rifugiarmi in uno sperduto posticino a circa 300 metri di altezza in Emilia Romagna, composto da boschi di carpino e castagno.  Il castagneto è formato da castagni che erano coltivati, però da tempo non sono più curati. Speravo di trovarvi qualcosa di interessante, invece non c'era quasi nulla, salvo qualche steccherino ed il terreno completamente rovinato dai cinghiali che si erano evidentemente abbuffati della castagne che cadevano dagli alberi.
Il giorno dopo però avevo promesso ad un mio amico che l'avrei portato a fare un giro nel bosco, e quindi, insieme a mio zio, partiamo di buon'ora per andare in Toscana sui 700-800 metri e vedere cosa possiamo incontrare.
La giornata prometteva male, con la pioggia che accompagnava la nostra partenza. Però, arrivati sul posto, abbiamo trovato pochissime auto e il tempo che, a parte qualche leggero momento di pioggia, ci lascia in pace.
Il bosco era completamente fradico di acqua, umido, e francamente nemmeno tanto freddo. Si scivolava e bisognava stare attenti a dove e come si mettevano i piedi.
Siamo partiti subito con una valangata di trombette, che poi ci hanno accompagnato per tutta la gironata e che ad un certo punto smettiamo di raccogliere perchè non ne possiamo più di stare sempre con la schiena piegata (e francamente a casa sono poi tutte da pulire). Poi troviamo anche alcuni galletti, belli grossi e cresciuti bene, qualche steccherino e anche dei chiodini, che però paiono essere più armillaria ostoyae che armillaria mellea, anche se non siamo in un bosco di conifere, ma di castagno e carpino. Ogni tanto sbucano anche dei leccini (aurantiacum), ed alcuni li dobbiamo lasciare perchè troppo maturi. Inoltre qualche russola cyanoxantha.
Ad un certo punto ho incontrato anche una stupenda grifola frondosa, ma ormai decisamente in fase di putrefazione, anche se appena iniziata, e che quindi ho lasciato dove l'avevo trovata.
Dopo due ore e mezza circa di camminata su terreno scivoloso, abbiamo deciso di tornare, anche perchè alle 11.00 dovevo essere a casa.
Giornata piacevole, anche se bagnata, sia per la compagnia, che per la ritrovata comunione con il bosco. Una piacevole passeggiata a tre, con il mio amico che ha cacciato almeno due scivoloni sul terreno umido, ma che ha superato per il gran gusto di stare insieme piacevolmente.
A casa, lascio al mio amico i galletti, le russole, qualche trombetta e i leccini, così fa contenta la moglie e la famiglia con un misto per l'ora di pranzo.
Io mi porto a casa gli steccherini dorati, le trombette e i chiodini, che la sera inizio a pulire per poter cucinare il giorno dopo.



E quindi: gli steccherini li cucino con aglio e burro e poi li metto in due stampini a raffreddare nel frigo.
I chiodini li faccio bollire per circa quindici minuti nell'acqua bollente, poi li scolo dall'acqua di cottura, li friggo, e una volta cotti, ben bene, li unisco a due uova sbattute e li pongo in alcune formine da forno per farne alcuni tortini che metto in forno per circa venti minuti a circa 200 gradi.
Il risultato è più che accettabile.


Poi passo alle trombette.  Sono tante, e non riesco a cucinarle tutte insieme. La prima partita la faccio cuocere nel burro e quindi, una volta asciugate dalla loro acqua, aggiungo un po' di cubetti di speck e poi ci aggiungo anche una certa quantità di latte, che serve a farle amalgamare bene. Poi le tolgo dalla padella e le unisco a due uova sbattute in una ciotolina con un pochetto di parmigiano. Depongo poi il composto nelle formine da forno e quindi inforno sempre per venti minuti a circa 200 gradi.
Queste vengono davvero buonissime.



Le rimanenti trombette le cucino sempre con speck e latte e le metto in frizer come sugo per la pasta o altri preparati.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Gran bel post!!

fungaiolo ha detto...

Grazie. A voi come è andata?

Unknown ha detto...

Ciao fungaiolo. E' un po' che aspettavo un tuo post. Per trovare alcuni porcini sono dovuto scappare in una faggeta toscana. Non tanti: 10 ! ( uno pesava 1150 grammi ed era in buone condizioni ).
Qua nel castagno e cerro sembra che non riesca a partire, purtroppo.
Se ritornano le temperature, magari...
Bisognerà puntare ai rossi probabilmente. A presto,
Matteo.

grillo ha detto...

Ragazzi quando nel castagno ci sono le trombette dei morti i porcini le rivedete l'anno prossimo...Andate in faggeta!!!Ci sono e sono stupendi!!

grillo ha detto...

Ps: io vado a funghi da quando avevo 8 anni e ora ne ho 38,ma ti fidi a raccogliere tutte quelle specie???io raccolgo solo galletti,porcini,ovuli,sfiandrine,prugnoli,spunzole e mazze da tamburo.La trombetta lo so è sicura ma gli altri non hai paura di avvelenarti?Comunque complimenti per il blog io sono di Imola,se mi vuoi contattare per una uscita t5i ospito nei miei posti,mi piacciono quelli che amano il bosco come te puoi contattarmi alla mail grillo75@alice.it Ciao