Sono sempre stato un maniaco di
pianificazione a tavolino e sin da piccolo, quando ero più appassionato
di pesca, mi perdevo in ore e ore davanti alle cartine geografiche per
cercare i ruscelli da trote e cercare di individuare il loro percorso e
bacino idrografico, per capire, anche senza essere ancora andato sul
posto, quale potesse essere la loro potenzialità piscatoria.
Così
questa passione mi è rimasta anche da quando ho iniziato ad andare per
funghi. La ricerca cartografica a tavolino ha continuato a darmi un
piacere quasi come se il gusto di camminare tra i boschi potesse
continuare anche da seduto davanti ad una scrivania.
Ed
in effetti oggi c'è la possibilità di poter capire dove e quando andare
grazie alla moltitudine di strumenti informatici che consentono di
poter monitare il territorio.
Il primo strumento, per noi della vallata del Santerno e dintorni, è il sito http://rete.asmer.org/ dove sono reperibili le stazioni meteorologiche dislocate in Emilia Romagna. Queste stazioni, spesso di privati cittadini in rete,
forniscono un utile strumento di conoscenza dell'andamento climatico
del territorio con riferimento a precipitazioni, umidità, vento e
temperatura. Il tutto anche con grafici di ogni singola stazione che
coprono un periodo di addirittura svariati mesi.
Sarà
così possibile capire, sia dalle temperature, che dal grado di umidità
rilevato nel tempo, e soprattutto dalla quantità di precipitazioni
occorse nella zona, quali possono essere i luoghi più propizi per andare
a raccogliere.
Peraltro, proprio in
questi giorni il sito ha un apposito collegamento ad una rete di
stazioni della Toscana che offrono lo stesso servizio di ASMER.
La
disamina delle varie stazioni è interessante annche per notare il
divario che si può riscontrare tra una stazione e l'altra anche a poca
distanza l'una dall'altra. Per esempio, se andate a controllare la
quantità di precipitazioni dell'anno 2013 al passo della Raticosa, che
ad oggi sono a circa 617 mm, vedrete che sono quasi un terzo superiori a
quelle riscontrate alla stazione del Poggio di Santa Cristina, che
ammontano a circa 408 mm.
E così pure
se prenderete visione dei grafici delle singole stazioni potrete capire
quali siano state le zone maggiormente calde o con maggiori
precipitazioni, perchè ogni luogo ha il suo singolo microclima. Ovvio
che le stazioni a volte sono vicine l'una all'atra, ma a volte lasciano
scoperto il territorio in zone anche abbastanza ampie e quindi non è
possibile capire esattamente valle per valle quali siano state le
precipitazioni o le condizioni atmosferiche. Però di certo è un
bell'aiuto, perchè magari ad acquazzoni importanti avvenuti ad Imola,
non corrispondono poi pari precipitazioni in zone a soli dieci o venti
chilometri di distanza.
Bene, nel
prossimo blog vi darò poi qualche altro suggerimento per capire come
percorrere le strade per arrivare ai nostri boschi (direttamente sul
computer) o per capire quali essenze arboree si possono ritrovare nei
nostri territori, sempre dal computer.
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