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giovedì 6 giugno 2013

cercatori di funghi... sulle mappe

Sono sempre stato un maniaco di pianificazione a tavolino e sin da piccolo, quando ero più appassionato di pesca, mi perdevo in ore e ore davanti alle cartine geografiche per cercare i ruscelli da trote e cercare di individuare il loro percorso e bacino idrografico, per capire, anche senza essere ancora andato sul posto, quale potesse essere la loro potenzialità piscatoria.
Così questa passione mi è rimasta anche da quando ho iniziato ad andare per funghi. La ricerca cartografica a tavolino ha continuato a darmi un piacere quasi come se il gusto di camminare tra i boschi potesse continuare anche da seduto davanti ad una scrivania.
Ed in effetti oggi c'è la possibilità di poter capire dove e quando andare grazie alla moltitudine di strumenti informatici che consentono di poter monitare il territorio.
Il primo strumento, per noi della vallata del Santerno e dintorni, è il sito http://rete.asmer.org/  dove sono reperibili le stazioni meteorologiche dislocate in Emilia Romagna. Queste stazioni, spesso di privati cittadini in rete, forniscono un utile strumento di conoscenza dell'andamento climatico del territorio con riferimento a precipitazioni, umidità, vento e temperatura. Il tutto anche con grafici di ogni singola stazione che coprono un periodo di addirittura svariati mesi.
Sarà così possibile capire, sia dalle temperature, che dal grado di umidità rilevato nel tempo, e soprattutto dalla quantità di precipitazioni occorse nella zona, quali possono essere i luoghi più propizi per andare a raccogliere.
Peraltro, proprio in questi giorni il sito ha un apposito collegamento ad una rete di stazioni della Toscana che offrono lo stesso servizio di ASMER.
La disamina delle varie stazioni è interessante annche per notare il divario che si può riscontrare tra una stazione e l'altra anche a poca distanza l'una dall'altra. Per esempio, se andate a controllare la quantità di precipitazioni dell'anno 2013 al passo della Raticosa, che ad oggi sono a circa 617 mm, vedrete che sono quasi un terzo superiori a quelle riscontrate alla stazione del Poggio di Santa Cristina, che ammontano a circa 408 mm.
E così pure se prenderete visione dei grafici delle singole stazioni potrete capire quali siano state le zone maggiormente calde o con maggiori precipitazioni, perchè ogni luogo ha il suo singolo microclima. Ovvio che le stazioni a volte sono vicine l'una all'atra, ma a volte lasciano scoperto il territorio in zone anche abbastanza ampie e quindi non è possibile capire esattamente valle per valle quali siano state le precipitazioni o le condizioni atmosferiche. Però di certo è un bell'aiuto, perchè magari ad acquazzoni importanti avvenuti ad Imola, non corrispondono poi pari precipitazioni in zone a soli dieci o venti chilometri di distanza.
Bene, nel prossimo blog vi darò poi qualche altro suggerimento per capire come percorrere le strade per arrivare ai nostri boschi (direttamente sul computer) o per capire quali essenze arboree si possono ritrovare nei nostri territori, sempre dal computer.

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